Le terapie classiche conto la depressione non sono sempre efficaci e allora altre frontiere ci sono da sperimenare. Ultimamente mi affascina conoscere meglio ciò di cui parlano in questo sito:
http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/onde_elettromagnetiche_combattere_depressione_svizzera.aspx
Le onde elettromagnetiche.....
Mi piacerebbe conosere qualcuno che ha sperimentato questa "frontiera".....cercherò in giro.
Se qualcuno passa di qua... batta un colpo!
L'importanza delle parole..... quando si aspettano delle parole!
A volte una risposta laconica può essere ricca di mille sfumature, basta aver voglia di vederle. Ma è immaginazione o concreta possibilità?
A volte mille parole non hanno significato quando ci si ritrova ad essere sordi!
Adesso sono così: stranamente sorda e pronta, purtroppo, a voler leggere significati in poche parole forse avulse dal contesto.
Seppur coscia di questo mio handicap, spero in un segnale positivo scritto in poche parole. So, e sottolineo di sapere, che sto prendendo un granchio, ma ..... è tanto bello sperare!

Imparare a vivere.....
E chi ce lo insegna?
Io non ho ancora imparato e sto perdendo le speranze di riuscire a capire qualcosa prima che sia troppo tardi.
Il mio corpo mi suggerisce, ogni giorno di più, che non ho più nè l'agilità nè la sicurezza di una volta. Cervicale, male ad un piede,le ginocchia che non promettono granchè.... insomma mi sento prossima alla rottamazione e non riesco a capacitarmi come mi sia passata la vita davanti e non l'abbia afferrata.
Mi pento. Sì, mi pento di non aver approfittato di ogni treno, aereo, elicottero passato vicino a me. Ma il fatto è che, concretamente, non mi sono mai accorta che ci fossero treni, ed altri mezzi di mobilità verso un altro mondo.
Ed adesso sono qui con tutte le mie perplessità e.... tutti gli acciacchi!


Lentamente verso la comprensione di alcuni problemi..... mi muovo.
Parlo di comprensione e non di altro pechè già il pensarlo, in questo contesto, è estremamente arduo ma comunue un successo.
Non credo di eccedere in ostentazione se dico che so di avere un vena artistca, ma dall'avere la vena a riuscire ad esprimerla è tutto un altro mondo.
Da un pò di tempo la mia vena è contratta. Vedo, penso qualcosa ma sono monosillabi artistici. Non riesco a sbloccarmi. Un pò come la mia vita: mi sono contratta in difesa nella chiusura estrema dal mondo esterno ed ecco qua i risultati..... Non riesco ad esprimermi!
Da poco tempo sono "costretta" ad uscire ed ad avere relazioni sporadiche, "di pelle" e senza possibilità di approfondimento e già la mia indole comincia a crescere sotto le mentite spoglie. Mi sento come un ortaggio disidratato che improvvisamente viene bagnato da qualche goccia di pioggia.
So che dovrei fare di più. Forse avrei bisogno di aiuto, ma ho ancora le idee confuse.
Il passo in avanti è accorgersi che c'è dell'altro a cui pensare..... La mortificazione è accorgersi di essere, in qualche modo, come handicappata.

Sono tutto e il suo contrario.
Mi sono divorata un libro in un giorno, ho dimenticato le chiavi in casa ( e quindi sono rimasta fuori con i dovuti meccanismi di cercare di aprire la porta ...), non ho combinato niente di concreto e stamani sono qui perplessa perchè non ricordo se ho preso o no la medicina. Però ricordo che anche ieri non ricordavo se l'avevo presa o no e quindi l'ho presa (di nuovo?) rischiando di prendere dose doppia, quindi oggi non posso ripetermi se no in due gioni rischio di raddoppiare le dosi in maniera sproporzionata (se l'ho presa e non lo ricordo...
) ma se non l'ho presa.... vuol dire che salto la dose giornaliera con importanti ripercussioni se proseguo con quest'andazzo. Cavolo! Dove ho la testa?
Sono egoista e mi dimentico di me stessa..... Incongruenza tutta mia.
Dico di essere egoista perchè mi prendo cura di me stessa sotto il profilo psicologico e in modo attento e faccio introspezione e..... insomma: MI penso. Nello stesso tempo mi dimentico di guardarmi allo specchio, di prepararmi da mangiare, di fare strategia quotidiana: vivo "nel mentre"... e a volte mi accorgo troppo tardi che era l'ora di mangiare o di fare cose importanti. Ad esempio mentre sono a letto mi rendo conto di non essermi lavata i denti. Mi rialzo e vado a fare ciò che devo..... ma che fatica! Possibile dimenticarsi le cose più ovvie?
Piccoli traguardi ( involontariamente ) raggiunti mi hanno dato una spinta positiva. Più che altro è l'umore che è migliorato e la situazione oggettiva, però, è variata di poco.
Un oggetto, la sua presenza o la sua mancanza, fa la differenza per sentirsi inserita in un contesto sociale.
Comincio a sentirmi meno eremita anche se continuo ad apprezzare la mia solitudine per la possibilità di introspezione e per combattere ansietà che altrimenti mi sopraffarrebbero.
L'oggetto in questione è semplicemete una scatola ma dietro a ciò si apre un mondo.
Non vi svelo però il segreto di quel mondo.


Una settimana è ruzzolata via ed io non me la sono sentita di scrivere banalità tanto per colmare un silenzio. Varie sono le riflessioni, ma relativamente sterili.
In queste circostanze, se mi lascio il tempo di valutare gli accadimenti, posso scivolare in una caduta verticale con velocità supersonica.
Troppo lontana, la mia vita, dal mio utopico ideale.
Non è che io abbia miraggi stile Paris Hilton, solo che forse mi è rimasto ancora qualche desiderio da soddisfare che, con lo stile di vita attuale, non riesco a raggiungere.
Succede sempre così?
Non credo. Vedo persone che non danno valore a ciò che hanno, per ciò che spendono e come lo spendono... Forse anche io sarò stata così, non so.... non mi pare. Anche, se per sincerità, non ho mai dato troppo valore al denaro. Il denaro è solo un mezzo... SOLO, si fa per dire, ma è un mezzo che non si può sottovalutare. Ad esempio, si dice che la salute è la cosa più importante, ed è sicramente vero ma, se non hai i soldi, è più difficile mantenerla.
Alla mia età comincio a vedere la differenza della "manutenzione" mancata: il nostro corpo è una macchina biologica ed ha bisogno delle sue attenzioni. I soldi aiutano.
Giornata positiva sul piano dei risultati perseguiti. Mi ero scritta un biglietto con le cose che avrei voluto fare per creare un minimo di accoglienza intorno a me, e credo di aver rispettato la scaletta o quasi.
Per questo mi sento un pò più in pace con me stessa.
Ho però un pensiero underground che mi disturba da qualche giorno. La vita che sto facendo, la sopravvivenza e tutto il resto.... che senso hanno? Dove sto andando? perchè si può vivere in questo modo , così schifosamente per che cosa? alla fine del percorso c'è il premio "galeotto d'oro"? Bè questo e altro ancora non mi lasciano tranquilla.
Riflettevo sulla qualità della mia vita che in certi periodi è stata sicuramente migliore ma che ha in comune uno stile che a volte non riconosco per altre persone che conosco: la fatica!
Ogni passo che ho fatto in questa vita è stato faticoso. Non mi è stato regalato niente, ho dovuto sempre consumare le unghie sulla roccia.
Perchè? C'è un motivo perchè vivere è così faticoso?