- Chi non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere.
Albert Einstein

Il marito mi dice (contrariamente agli accordi già stipulati fra noi): Se vuoi il bambino, ti faccio fare la perizia psichiatrica!

Ho trovato quell'articolo sulla memoria postato sotto.. e ogni volta che trovo qualche cosa relativo alla memoria e ai meandri della funzionalità di quella "cosa" che mi ritrovo sopra il collo...
vi porgo particolare attenzione, quasi che, informandomi, possa ottenerne dei vantaggi o dei miglioramenti da applicare.
Poi scopro quasi sempre che anche tenendo in considerazione ciò che vi è scritto, gli elementi a mia disposizione sono come i dati che, in un loop, hanno una soluzione di continuità ingestibile.
La memoria è un problema, dovuto anche alla depressione. I farmaci per la depressione peggiorano, a volte, questo sintomo, altre, invece, rimarginano il problema. Ovviamente a me lo peggiorano... La depressione ci condiziona molto nella socievolezza e nella frequentazione di altre persone. Quindi se anche il socializzare può migliorare la memoria, un depresso.. non socializzando non può usufruire neppure di questa chance.
Ma cos'è questo il famoso cane che si morde la coda?
Mhhhhh Capace il nome del cane è Fido! Ed è per questo che io ho un gatto: NON mi FIDO!!!
(battutaccia!!)
Non stimare lontano quello che si può avere
anche se in mezzo si stende il tramonto -
né stimare vicino ciò che standoti a fianco
è più lontano del sole.

La mia amica Carla canta nel coro dell'Opera di Parigi. le voglio mandare un saluto dal blog!
Ciaoooo Carlaaaaa!

Roma 30 ott. (Adnkronos Salute) - Le chiacchiere fanno bene al cervello. Potrebbe suonare così il risultato di uno studio americano, dal quale ermge che conversare anche solo dieci minuti con un'altra persona può migliorare la memoria e il rendimento ai test cognitivi. La ricerca, condotta da ricercatori dell'università del Michigan, verrà pubblicata nel febbraio 2008 sul 'Personality and Social Psychology Bulletin'.
"Dai nostri studi è emerso che socializzare risultava efficace quanto svolgere esercizi mentali per migliorare la memoria e il rendimento intellettivo", spiega Oscar Ybarra, psicologo dell'Institute for Social Research (ISR) dell'ateneo del Michigan, autore dello studio insieme a Eugene Burnstein dell'Isr e Piotr Winkielman dell'università della California. Nell'articolo vengono illustrati i risultati di due diversi studi sul legame tra le relazioni sociali e il rendimento cognitivo. Il primo studio ha coinvolto 3.610 persone di età compresa tra i 24 e i 96 anni, sottoposte a un test, il 'mini-mental exam', utilizzato per valutare le conoscenze di carattere generale e la 'working memory'.
I partecipanti hanno inoltre riferito quante volte parlavano al telefono ogni settimana e quante si incontrano con altre persone. I ricercatori hanno trovato una connessione tra la frequenza dei contatti sociali e i risultati al test 'mini-mental'. Al più alto livello di interazione sociale dei partecipanti sarebbe corrisposto il miglior funzionamento cognitivo. E questo per tutte le fasce di età, dai più giovani agli anziani. Nel secondo esperimento, 76 studenti di college tra i 18 e i 21 anni hanno svolto attività diverse.
Il gruppo coinvolto in una discussione ha ottenuto ai test gli stessi risultati di chi aveva svolto un 'allenamento' intellettuale. "Questo esperimento mostra come le interazioni sociali influenzino direttamente la memoria e la performance mentale in modo positivo - ha commentato Ybarra - come se fare una conversazione con un amico avesse gli stessi effetti positivi di fare le parole crociate". Al contrario, i risultati degli studi farebbero ipotizzare che l'isolamento sociale possa avere un effetto negativo sulle capacità intellettive.
Per maggiori informazioni visita Adnkronos
Brividi di freddo e il niente delle comunicazioni di lavoro mi rendono un pò nervosa......