Roma, 29 set. (Adnkronos Salute) - Chi è gelido non si stupisca se ha sempre freddo. L'isolamento sociale, l'emarginazione, l'esclusione dalla vita altrui, infatti, fa scendere la colonnina di mercurio. O meglio, ifluisce negativamente sulla nostra percezione della temperatura, portando il freddo anche dentro noi. Al contrario, chi ama la compagnia e ha sempre inviti, come i cosiddetti viveur, è portato ad avere più caldo. Calore nella vita e non solo, dunque, stando a uno studio dell'università di Toronto che ha guadagnato le pagine di Psychological Science. Nella ricerca, guidata da Chen-Bo Zhong, un gruppo di 65 studenti è stato suddiviso in due gruppi: a uno è stato chiesto di ricordare un episodio in cui ciascun partecipante si era sentito socialmente escluso; all'altro, viceversa, è stato chiesto di raccontare un'esperienza di inclusione sociale, ovvero situazioni in cui ci si era sentiti accettati dal gruppo. Con una scusa, a ognuno è stato chiesto di valutare la temperatura nella stanza. Ebbene, le stime variavano da 12 a 40 gradi centigradi, ed erano di gran lunga più basse nel gruppo che aveva ricordato episodi di emarginazione sociale. Ma non è tutto. In un secondo esperimento, condotto stavolta su 52 studenti, il campione era alle prese con un gioco al pc in cui veniva simulato un gioco con la palla. Alcuni venivano sistematicamente esclusi, non ricevendo mai il pallone dai compagni. Successivamente ai volontari è stato chiesto di mangiare o bere qualcosa, e di scegliere tra bevande e alimenti caldi e freddi, ad esempio cracker, caffè, frutta, zuppa calda. Ebbene, quelli che si erano sentiti esclusi nella simulazione al pc tendevano a scegliere vivande e bibite calde, quasi a voler compensare la sensazione di freddo percepita a causa dell'esclusione subita. Mentre gli altri optavano prevalentemente per alimenti e bevande freddi o a temperatura ambiente. "Potrebbe essere per questo motivo - spiega Zhong - che da sempre utilizziamo la metafora del freddo e del gelido quando parliamo di emarginazione ed esclusione sociale". Questi risultati, secondo gli autori, potrebbero aprire nuove strade nello studio e nella cura della depressione.
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Una volta ad un corso di formazione mi raccontavano la storia della "resurrezione" di un mago del multilevel. Il tipo in questione stufo della sua vita desolata e da sconfitto, un giorno mentre lavava i piatti dentro una vasca da bagno (vai a capire perchè lì dentro. Non aveva un lavello o un catino? ma queste storie americane hanno spesso queste visioni particolari!) decide che da quel momento in poi avrebbe fatto fortuna. E così si buttò in un'avventura in cui il multilevel aveva per lui fatto il suo successo.
Ecco spesso ripenso a questo aneddoto e sinceramente, anche se vorrei fare un'alzata di capo di questa portata, non vedo come potrei reinventarmi, risorgere e reagire.
Questione di ormoni o di intuito?
Io tendo a pensare che siano favole ma è anche un fatto oggettivo che ci siano persone e situazioni in cui la vita cambia in un biz.
Perchè (magari) non a me?



Ho avuto un colloquio con una psicologa della Provincia e con la quale ho avuto un chiarimento sul percorso (eventuale) da fare per l'inserimento nel mondo del lavoro. La vedo dura
, ma si farà il possibile per avere un risultato.
Nel parlare piano piano mi sono sciolta e sono riuscita anche a ricordarmi le cose che normalmente tendo a dimenticare.
Mi ero vestita e truccata come per andare a passeggio e come non facevo forse da mesi (del resto che non vado a passeggio sono dei mesi!) e guardandomi allo specchio, quando sono tornata a casa, mi sono detta che in fondo non sono proprio da buttare. Sono decorosamente presentabile e nel mondo del lavoro non dovrei essere scartata a priori, per lo meno per l'immagine che porto di me.
Va bene, l'età continua ad essere un handicap, ma vuoi mettere tutto ciò che so fare?
Ci sarà qualcuno che desideri una persona che sa lavorare!




Nuova musica (grazie Daniele!)e nuova stagione. Spero che qualcosa di nuovo e positivo accada.
Non sono molto in forma (emotivamente) ma ci voglio credere.
In particolare questa musica la dedico a Gianpiero!
Sono stanchissima!
Stanotte completamente in bianco, non ho neppure fatto finta di dormire. Poi levataccia perchè ho dovuto accompagnare una persona in ospedale perchè aveva bisogno di un "taxi drive", ovviamente la sottoscritta.
Poi il micio. Sono due o tre giorni che è meno gioioso del solito e ieri ho capito che aveva qualcosa di simile ad una "cistite". Quindi oggi viaggio dal veterinario. Durante il trasferimento verso l'ambulatorio ha ululato pianti che sembrava che lo torturassi, povero piccino.
Speriamo adesso che si risolva!
Ma nonostante che la giornata non sia ancora finita, io sono distrutta.
Da ora in poi gradirei che ci fosse un minimo di relax, please!

Non se lo sono veramente o se credo di esserlo... intendo dire: convalescente.
E' vero che ho avuto da poco l'influenza ma la convalescenza che sento di vivere è di una malattia più importante di qualche cosa che mi ha tolto la vita per molto tempo. Per anni.
E adesso spero di essere in guarigione anche se ho paura di desiderarlo e basta. Forse il desiderio è già molto perchè aiuta a recuperare aspetti che non ci sarebbero diversamente. Però ho anche timore di assaporare un'estate breve come quelle che ci illudono nel periodo autunnale.
Ieri ho partecipato ad una riunione di amici IOL e sono stata bene. Adesso pensando a me ed a ieri ho come la sensazione di essere stata una persona che non ricordavo di poter essere.
Piccole cose senza importanza ma che danno la sensazione di un'altra dimensione.
