Ingolfata dal desiderio di far bene...
Oggi a pranzo viene mio figlio con la sua ragazza. Non ho modificato il menù rispetto a quello che avrei fatto se fosse venuto lui da solo, ma passo passo che vado avanti più mi sento insoddisfatta per la poca rappresentatività che ha preso questo pranzo.
Ebbene non ci formaliziamo ... ma vorrei dmostrare accoglienza e non menefreghismo. Probabilmente sarebbe sempre questo stato d'animo che mi pervade qualsiasi fosse il menù, ma avrei voluto fare diversamente.
Perchè questa insicurezza?
Perchè queta voglia di dimostrare accoglienza?
E poi il desisderio di ben apparire non è tanto per me quanto per interposta persona, cioè per mio figlio. Perchè se fosse un mio amico che viene a pranzo sicuramente avrei un atteggiamento diverso.
E poi c'è il lato artistico Sì bè... pare che io sia famosa per il mio lato "artistico" come a dire che non sono nella norma e che da me c'è da aspettarsi di tutto......

M sento come un animale vorace per i miei gusti particolari che, quando assecondati, tendo a soddisfare come un animale
.

Mangio un gelato nel biscotto, comprato al supermercato in confezione super-risparmio-numero-convenienza (6 pezzi) e mentre ne mangio uno, mentre ancora questo non è finito....
mi viene il desiderio del secondo! Idem per un bicchiere di vino, anche per i pop corn, i lupini... tante cose che non sempre possomo rappresentare la golosità in senso lato, ma che a me solleticano la libidine della gola o....del cervello!
Questo succede anche per cose che non hanno a che vedere con l'appetito veicolato dall'olfatto o dal gusto del palato, ciò vale anche per un progetto che possa essere di pittura, di cucito o di tricot, ma soprattutto e in maniera molto praticata dalla sottoscritta, nella lettura.

Una mia amica mi ha prestato un libro ed ho scoperto così un filone per me goloso. Per me è importante anche il feeling con lo scrittore, con il modo di usare le parole e con i ragionamenti più o meno arzigogolati che possa avere. Il genere romanzo-giallo è la rappresentazione dell'evasione di lettura che preferisco, ma non sopporto che la trama non tenga conto della "forma" e della "lingua" e questo romanzo che mi ha prestato l'amica soddisfa il mio gusto.

Falsa estetica?
Non tolleranza per gli neo-slang?
Boh, non so, intanto, però, mi godo la lettura, il gelato nel biscotto ed un bicchiere di vino!
Sono andata a farmi visitare e.... dopo la conferma di tutti gli acciacchi che l'età mi ha portato e con i quali posso solo cercare di limitare i danni e conviverci, il medico mi ha detto che fare i bagni di mare.

Hai visto mai che proprio perchè prescritto dal medico, quest'anno io vada un pò più spesso al mare?
Ma la dottoressa che aveva pochi anni meno di me, mi ha fatto riflettere su un aspetto che non avevo ancora realizzato. Dato che a questa età vengono rapidamente malesseri e disturbi che fino al giorno prima non esistevano, possiamo solo, volta volta, cercare di trovare la soluzione migliore, senza avere la pretesa di tornare indietro col tempo. La cosa importante è quella di non dimenticarsi di fare questa "manutenzione" e di non abbassare la guardia.

Non avevo considerato l'importanza di ciò che si fa ogni giorno. E mi sono detta "meditate Riccarda, meditate"!
Un'altra giornata ha preso il volo.
Non so come ma il tempo scorre in certi momenti lentamente e poi comincia a correre....
Oggi non ho combinato quasi niente e non so spiegarmi il perchè. Vorrei agire e vedere il risultato tangibile come quando si prepara una torta e la si vuole lievitata e cotta. Ed invece mi muovo, faccio, disfaccio e tutto continua ad essere come prima.
Stasera un vento tiepido scorre fra le stanze e mi sento più buona anche verso i miei insuccessi, che più che insuccessi sono non-successi (non accaduti!)

In questo periodo sono più ciarliera e ho occasione di fare o di ricevere telefonate, cosa questa che un tempo sarebbe stato impensabile. Merito del mio desiderio di muovermi da quest'impasse che col tempo si è trasformata in una strada chiusa e poi anche dal desiderio di conoscere meglio le persone che "frequento" nel mondo irreale, ma non troppo, di internet.

Non so quanto di vero, quanto di falso, ci possa essere nei rapporti che si creano così ma io non sono una persona facile ed ho un "!fitro" abbastanza fitto per cui non mi relaziono con chiunque. Ma mi viene da notare che le persone che invece ho scelto (e mi hanno scelto) con questo mezzo mi vanno più a genio di persone che invece ho visto e frequentato da anni ma che poi in concreto non sono affidabili.
E' questione i particolari, di sensibilità, di valori dati o non dati a certe peculiarità.
Ma in questo mondo speciale ho delle amiche speciali mentre nella vita quotidiana non le ho.
E' forse che l'esame del quotidiano è logorante?
E' forse che nella vera realtà qualcuno può aver paura di essere concretamente coinvolto?
Non lo so, ma le mie nuove frequentazioni mi danno piacere e.... scusate se è poco!

Si dice che quando stai per morire ti passa tutta la vita davanti. Chissà se è così anche per le cose.....
Mi spiego meglio.
Oggi mi sono messa a scansionare delle foto che una signora mi ha dato. Questo è momentaneamente uno dei pochi lavori che faccio per raggranellare qualche euro... Quindi nel bel mezzo del lavoro: flop! il computer si spenge, morto, kaput! Nonostante tutto un respiro lo emetteva, quello di una ventola che continuava ad ansimare. Io stacco tutte le prese e quello ancora gemeva con la sua ventolina. Allora stacco la batteria e si cheta.

Dopo vado sul terrazzo a riflettere. Mentre cercavo poco prima di rianimare il moribondo ho pensato che quello era l'unico strumento che temporaneamente mi consente di guadagnare un pò di soldi, è il mezzo con cui mi tengo in contatto con degli amici in tutto il mondo e.....
????
Se non riparte?
Se non è possibile ripararlo?
Intanto ritorno al "capezzale" (alla scrivania) e lo rigiro un pò. Trovo peli di gatto vicino ad una presa di aria e con un pennello li rimuovo, poi cerco di fare spazio affinchè abbia modo di raffreddarsi e poi incrocio le dita.
Lo riaccendo e bzzzzzzz comincia a fare tutti i test che mamma informatica ha inventato. Lo lascio fare aspettando con filosofia, ma anche con una punta di sgomento, l'esito finale.
Bè che dire? è ripartito e per adesso sembra tutto ok. Era solo il caldo? Gli avevo fatto fare troppe scansioni? Mah! A quanto pare anche lui ha un'anima. E comunque in quel breve periodo di agonia doppia, la mia e la sua, ho visto il film della mia sventura di tutto ciò che ho fatto con lui e tutto ciò che non avrei potuto fare.
(A poposito parlo del computer dicendo "lui", e se fosse femmina?)

In questi giorni la mia adrenalina viene messa alla prova da fatti, probabilmente per altri poco importanti, ma che nella mia vita sono determinanti.
E' proprio vero che ti rendi conto del valore delle cose quando non ce le ha più...
... disorientata come quando si è convalescenti.
La città vuota e con un silenzio irreale ( è il giorno del santo patrono) mi ha contagiato una sensazione da X File.
Avrei voglia di fare e nello stesso tempo ogni compito mi sembra troppo gravoso.
http://www.youtube.com/watch?v=hzAxuQoBIVk

Calo di adrenalina dopo una notte (insonne) e un giorno in tensione.
Sembrerà sciocco forse per chi non ha un animale in casa e soprattutto sembrerà fuori misura per chi non ha problemi economici, ma per me non è stato così.

Il mio gatto, per un ulteriore situazione che si è ripetuta, è stato molto male. Io mi sentivo impotente e soprattutto consapevole che ci volevano gli strumenti del veterinario, e non un veterianario "macellaio" qualsiasi, ma di quelli stimati e consapevoli e che amano gli animali. ( e credete che non sono tutti così!).
Ma la mia condizione di disoccupata non mi consente grandi larghezze. 
Stanotte non ho dormito e fra ieri, stamani e a proseguire nel pomeriggio, mi sono organizzata per cercare di recuperare tutto il recuperabile per avere da pagare....
Siamo andati dal veterinario...
E... situazione risolta. Finalmente!
Stasera il micio esausto dorme in poltrona ed io vedendo lui così e dopo aver fatto le scintille per risolvere il caso, mi sento povera di energie, le gambe gonfie (non visivamente ma io le sento così), le braccia spezzate.
Adesso mi guardo "Per Qualche Dollaro in più" e sento di meritarlo.

Troppo spesso mi capita di confrontarmi con delle persone che conosco, ma anche che non conosco, e dovermi mostrare nell'organizzazione di un lavoro o nell'esposizione di una creazione o, anche, nell'esecuzione di un qualcosa che qualcun altro non sa fare. Risultato è che spesso mi dovrei mettere le piume sulla coda per imitare il pavone.
Mi spiego meglio. Nel confronto con le capacità medie delle persone che conosco io riesco a fare qualche cosa di più....
E allora perchè non mi sento l'autostima che cresce?

La grinta.
Dove è? In quale organo del corpo si nasconde?
Mi sento talmente indifesa che vorrei avere una ricetta facile facile per inamidarmi un pò.
Nell'aria il profumo di arrosto e.... la mente va al cibo. Anche per l'alimentazione, nonostante io abbia appetito, non riesco ad organizzarmi per provvedere a me stessa. Arriva un certo momento (ora del giorno) che il bisogno mi fa aprire il frigorifero ed infilo in bocca quello che capita senza preludi alla pentola senza arrufianamenti nel piatto, senza il corteggiamento dell'appetito.
E pensare che la cucina e la creazione culinaria erano la mia passione....
