mercoledì, 04 novembre 2009

Lentamente verso la comprensione di alcuni problemi..... mi muovo.

Parlo di comprensione e non di altro pechè già il pensarlo, in questo contesto, è estremamente arduo ma comunue un successo.

Non credo di eccedere in ostentazione se dico che so di avere un vena artistca, ma dall'avere la vena a riuscire ad esprimerla è tutto un altro mondo.

Da un pò di tempo la mia vena è contratta. Vedo, penso qualcosa ma sono monosillabi artistici. Non riesco a sbloccarmi. Un pò come la mia vita: mi sono contratta in difesa nella chiusura estrema dal mondo esterno ed ecco qua i risultati..... Non riesco ad esprimermi!

Da poco tempo sono "costretta" ad uscire ed ad avere relazioni sporadiche, "di pelle" e senza possibilità di approfondimento e già la mia indole comincia a crescere sotto le mentite spoglie. Mi sento come un ortaggio disidratato che improvvisamente viene bagnato da qualche goccia di pioggia.

So che dovrei fare di più. Forse avrei bisogno di aiuto, ma ho ancora le idee confuse.

Il passo in avanti è accorgersi che c'è dell'altro a cui pensare..... La mortificazione è accorgersi di essere, in qualche modo, come handicappata.

postato da: Riccarda alle ore 20:55 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, depressione, elementi artistici
lunedì, 14 settembre 2009

Devo togliermi di dosso questa voglia di pigrizia, questa latente necessità di oziare o di riposare o di.... chissà cosa, che so che non è la mia indole vera!

Eppure ogni giorno lotto contro questa sensazione di apatia che prevarrebbe sulle mie intenzioni, sui miei sogni, sul mio bisogno di vivere la vita reale.

Ed invece mi dibatto in un mondo ovattato dove riescono ad arrivare gli effetti negativi che purtroppo riescono a superare qualiasi ostacolo, ma che non fanno passare la parte della vita , e con la parola vita intendo VITA!

Vorrei vivere emozioni e sensazioni che sento precluse da molto/troppo tempo.

Da che parte cominciare?

postato da: Riccarda alle ore 23:46 | link | commenti (4)
categorie: depressione, uscire, ansia, integrazione
martedì, 11 agosto 2009

Identificare i nodi da sciogliere non è difficile: sono lì visibili ed evidenti. Ma trovare il modo di scioglierli non è così semplice. C'è chi (....) fa un corso di yoga o di psicologia emotiva, o di chissà altro, ma per me non è facile fare una scelta che mi porti verso una direzione. Prima di tutto vivo in una città che del sole fa un culto e una terapia e non sono così diffusi corsi o itinerari alternativi, e se anche vi fossero, sicuramente non sono accessibili per le mie tasche.

Non è uno scherzo, anche la salute, anche quella psichica, ha un costo e chi, si può permettere qualcosa di più, ne trae i vantaggi. Magari non si raggiunge la serenità, nè tantomeno la felicità ma il benessere sì!Avere lo specialista giusto, avere una soluzione da tentare, un libro, una musica da comprare forse non risolvono ma certamente aiutano.

E il "depresso" si è tarpato le ali non lavorando e creando tale situazione economica che non è possibile gestire iniziative.

Il mio parlarne non è un vittimismo o una richiesta di chissacchè è solo una constatazione di evidenza e.... anche un pò di rammarico per accorgermi di avere armi spuntate nei confronti del disturbo che curo con tutte le energie in mio possesso.

postato da: Riccarda alle ore 19:53 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni, lavoro, depressione, benessere
domenica, 21 giugno 2009

 

Ho sempre più spesso la sensazione di vivere giornate eterne che durino pochi attimi. Nulla è uguale e tutto si assomiglia. La mia pigrizia però è superiore a qualsiasi immginazione e ogni giorno sposto in avanti la possibilità di condurre progetti che ho immaginato. Quando ci rifletto mi sento colpevole e anche inquieta perchè ho come l'idea di non poter riacciuffare tutto ciò.

Eppure potrei agire! Ma una forza oscura mi impedisce di avere  lo spirito o l'energia giusti per essere concretamente attiva.

A volte cerco anche di crearmi dei trabochetti per costringermi ad agire, ma è più forte il "male oscuro" e quindi so solo pensare... e pensare.

 

postato da: Riccarda alle ore 23:24 | link | commenti (7)
categorie: depressione, uffa
lunedì, 08 giugno 2009

Chi soffre di depressione sta meglio la sera o la mattina?

http://www.ansia-panico.net/depressione/chi-soffre-di-depressione-sta-meglio-la-sera-o-la-mattina.html
Nella Depressione Maggiore è usuale che il paziente si senta particolarmente angosciato il mattino.
Questo stato d’animo migliora con il trascorrere delle ore, nel pomeriggio o verso sera, con aumento dell’iniziativa e dell’energia. Quando la depressione è particolarmente grave, il paziente sta male indifferentemente per tutta la giornata.
Con la terapia i primi segni di miglioramento si verificano nelle ore serali. Anche dopo la guarigione alcuni disturbi possono rimanere nelle prime ore della mattina. Nella “Distimia” e nelle “Depressioni reattive” si verifica la situazione contraria.
Vi possono essere comunque delle oscillazioni diurne dell’umore del tutto soggettive.
postato da: Riccarda alle ore 18:28 | link | commenti
categorie: depressione, salute, perchè, dal web
giovedì, 04 giugno 2009

lovies2.jpg image by susie_bubble

Riflessioni spicciole sulla vita, sulla integrazione, sulla amicizia.

L'integrazione non è quella del naufrago o gommonauta che sbarca a Lampedusa ma quello di una persona come me che dopo tanto tempo, troppo tempo!, cerca di reinserirsi nella società che lavora, che consuma, che vive.

E mi trovo davanti un muro che non ha punti utili per aggrapparsi. Chiusura totale verso la debolezza (che è stata e che è), verso l'incapacità di inserirsi in "salotti" in cui la propria mancanza è passata inosservata ma che l'eventuale presenza avrebbe uno stridìo fastidioso.

L'unica e più decorosa via di fuga ( e di inserimento) è far finta che non sia successo nulla, che si parli delle difficoltà di qualcun altro, che non ci sia un reale bisogno. Perchè avere bisogno è una vergogna non personale ma a prescindere. Gli altri non vogliono saperlo che qualcuno può aver bisogno e ti chiedono gentilmente di non dirglielo. Se non lo fai, sei cortesemente allontanata. 

Anche amicizie nate per simpatia in un momento di moto spontano, dopo un pò subiscono la chiusura per paura di essere coinvolte in avventure di sostegno.

E nessuno sta chiedendo niente se non quello di cercare di reintegrarsi.

Poi c'è l'aspetto personale e psicologico, la difficoltà reale di ri-cominciare a camminare.

La depressione mi ha rubato degli anni e mi ha lasciato addosso, invece, tutto il tempo passato con un peso aggiunto. Lo stare ferma sia col corpo che con la mente ha un costo elevatissimo e la sensazione è quella di non essere allineata, di non avere i piedi per terra... di essere in qualche modo fuori moda.

Sentirsi vintage, demodè questo è il risveglio da una lunga depressione.

Credo di esserne uscita ma il mondo lì fuori mi nega la possibilità di rientrarvi!

postato da: Riccarda alle ore 21:18 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni, lavoro, depressione, salute, integrazione
venerdì, 20 marzo 2009

Dormire male: un problema ancora sottovalutato

da:http://it.notizie.yahoo.com/25/20090317/thl-dormire-male-un-problema-ancora-sott-bd646f4.html

Dormire poco, o male, complica la vita. Non solo di notte, anche di giorno. Lo dicono le cifre: otto insonni su dieci presentano almeno un fastidio anche durante la giornata e il 46 per cento di chi fatica a riposare ha difficoltà di memoria e concentrazione il giorno successivo. A confermare che l’insonnia è una malattia delle 24 ore ci sono anche gli studi relativi alla sicurezza sul lavoro e sulla strada, che dimostrano come la sonnolenza legata ad una cattiva quantità/qualità del riposo sia legata ad un rischio più elevato di incidenti stradali e professionali. 

                                         

Numerosi studi clinici dimostrano chiaramente che l’insonnia diminuisce l’attenzione e la memoria, non consente ai neuroni di ricaricarsi, condiziona i rapporti umani e sociali e favorisce la comparsa di patologie concomitanti. Dormire male incide anche sulla salute dell’apparato cardiovascolare, aumentando il rischio di eventi come infarti e ictus. Inoltre la carenza di sonno altera il sistema immunitario esponendo al pericolo di infezioni, e modifica l’ottimale funzionamento del metabolismo, favorendo l’insorgenza di obesità e diabete.  Nonostante queste inequivocabili prove scientifiche, gli italiani sembrano ancora sottovalutare il problema insonnia: secondo i dati del Progetto Morfeo 2, raccolti sulle informazioni relative a 11.000 adulti reclutati dai medici di medicina generale sotto il coordinamento di sedici centri di medicina del sonno sparsi sul territorio nazionale, il 56 per cento degli insonni non si cura, quattro persone su dieci rifiutano recisamente le terapie e addirittura il 7,3 per cento delle persone sceglie la via dell’automedicazione, con esiti il più delle volte insoddisfacenti. 

C’è ancora molta strada da fare, per aiutare i dodici milioni di italiani che fanno i conti con l’insonnia. Per questo motivo l'Associazione Italiana Medicina del Sonno (AIMS), in occasione della Giornata Mondiale dedicata a questo problema, organizza per il 20 marzo la Giornata Nazionale del Dormiresano.  L’iniziativa, che si inserisce nel solco del progetto “Morfeodormiresano”, offre ai cittadini un’importante opportunità per saperne di più sulla propria insonnia. Infatti, il 20 marzo 2009 presso i Centri di Medicina del Sonno dell’AIMS sarà possibile effettuare un consulto gratuito. Per trovare le informazioni sul Centro più vicino, basta collegarsi al sito internet www.morfeodormiresano.it. 

E per chi non avrà la possibilità di recarsi fisicamente presso le strutture cliniche, sarà possibile collegarsi direttamente e dialogare on line, dalle 9 alle 18, con gli Esperti disponibili per rispondere a domande e fornire consigli e informazioni. “Quest’anno per la prima volta l’iniziativa non è limitata a un solo giorno ma prosegue per tutto il 2009", spiega Mario Giovanni Terzano, Coordinatore del Progetto Morfeo e Professore ordinario di Neurologia presso l’Università di Parma. Da aprile a novembre, ogni ultimo venerdì del mese, gli "esperti del sonno" saranno ancora a disposizione dei cittadini e i Centri AIMS, a rotazione, saranno aperti al pubblico e nel contempo disponibili on-line per dialogare e offrire supporto e consulto. Anche in questo caso, per l’elenco degli “appuntamenti” e dei Centri coinvolti basta consultare il sito www.morfeodormiresano.it.

Fonte: Ufficio stampa IX Giornata Nazionale del Dormiresano.

postato da: Riccarda alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: depressione, dalla stampa, dormire, dal web
sabato, 03 gennaio 2009

I COLORI E LA DEPRESSIONE

I colori e le luci colorate hanno una grande influenza sulla vita di tutti gli esseri viventi. Tutto quanto ha un determinato colore e una vibrazione: le cose, le emozioni, i pensieri, gli stati d’animo ecc…
Recenti scoperte hanno dimostrato grazie alla teoria dei biofotoni, che luce colorata a bassissima intensità viene emessa dalle cellule e costituisce un rapido mezzo di comunicazione infracellulare. E’ possibile misurare questa mini energia emessa al nostro interno e si nota che se le cellule sono in uno stato di salute emettono un certo colore, mentre se sono in uno stato di disequilibrio emettono su bande più scure.
Visto che l’intero organismo (come tutto l’Universo) è vibrazione, energia elettromagnetica, allora se interferiamo mediante l’uso di luci colorate, abiti colorati, occhiali con lenti colorate, visione subliminale, ecc. possiamo riportare l’equilibrio là dove è stato momentaneamente perso o indurre particolari stati.

Le applicazioni terapeutiche

Questa tecnica integrativa è capace, grazie al fatto che ogni colore possiede uno spettro con specifiche proprietà curative, di riportare ordine ed armonia in un organismo che si è allontanato da questa situazione. Diverse sono le metodiche nell’applicare il colore a livello terapeutico. Le più diffuse sono:
- Radiazioni cromatiche totali: è una terapia di terreno, che utilizza colori caldi o freddi a seconda del tipo di patologia e del distretto cutaneo che viene colpito dal raggio luminoso.
- Radiazioni cromatiche indotte su una certa zona malata, per la quale è fondamentale l’esatta diagnosi dello stato morboso e la sua esatta localizzazione. E’ importante identificare la natura della malattia per richiamare localmente energie specifiche.
- Radiazioni di un punto di agopuntura: al posto degli aghi si utilizza la luce colorata. Viene utilizzata per rinforzare l’energia mancante o rinforzarne l’azione.
- Radiazioni a livello degli occhi: per riequilibrare il sistema emotivo.
- Solarizzazione dell’acqua: l’acqua viene messa in contenitori di vetro trasparente e irradiati da luce colorata. Viene poi trasferita in bottiglie di vetro con il colore dell’irradiazione ed utilizzata da bere, per impacchi o gargarismi.
- Respirare il colore: visualizzare il colore, immaginare che l’aria inspirata sia del colore visualizzato e che lavori su quel determinato distretto, che ha quella specifica situazione morbosa. In questo caso si agisce a livello psichico.
Anche l’utilizzo di pezze o abiti colorati può essere considerata una sorta di rudimentale cromoterapia.
Le irradiazioni luminose durano dai 25 ai 30 minuti circa.

Frequenze dei colori:

L’occhio umano riesce a percepire solo radiazioni comprese tra 4000 e 8000 Å (angstrom). Ogni fascia di lunghezza d’onda corrisponde a un colore ed ha una specifica azione terapeutica:

ROSSO: 6200 Å (angstrom) = (620 nanometri)
ARANCIO: 5890 Å (angstrom) = (589 nanometri)
GIALLO: 5510 Å (angstrom) = (551 nanometri)
VERDE: 5120 Å (angstrom) = (512 nanometri)
BLU: 4750 Å (angstrom) = (475 nanometri)
INDACO: 4490 Å (angstrom) = (449 nanometri)
VIOLA: 4230 Å (angstrom) = (423 nanometri)

Å= (angstrom) unità di misura delle radiazioni, corrisponde a 1/100.000 di millimetro.

Al di sotto del viola troviamo l’ultravioletto e al di sopra del rosso l’infrarosso.
La quantità di energia di ciascun colore è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda. Più è alta la lunghezza d’onda più forte sarà la penetrazione cutanea e minore la carica energetica.
Quindi il rosso è il colore più penetrante, poi ci sarà l’arancio, il giallo, il verde, il blu, l’indaco e il viola. Quest’ultimo arriva a profondità limitate, ma infonde un’alta quantità di energia.

Caratteristiche dei colori..... segue: http://amadeux.wordpress.com/2006/09/25/colori-ed-effetti/

postato da: Riccarda alle ore 14:56 | link | commenti
categorie: depressione, dal web
mercoledì, 10 dicembre 2008

CAPIRE LA DEPRESSIONE

http://www.educazione-emotiva.it/depressione.html

La depressione è caratterizzata da un cambiamento nel modo di pensare, di sentire e di agire da parte della persona che ne è afflitta. Anche se questo cambiamento può avvenire in modo graduale, la persona depressa non è più la stessa di prima. Ad esempio, uno studente brillante potrebbe arrivare a convincersi di non essere in grado di terminare i suoi studi; una madre
affettuosa può cominciare a trascurare i figli; un intraprendente lavoratore potrebbe perdere ogni interesse per la propria attività. Inoltre la persona depressa anziché cercare cose piacevoli, finisce per evitarle. Anziché avere cura di sé, finisce per trascurare il suo aspetto. L'istinto di sopravvivenza può lasciare il posto al desiderio di porre fine alla propria vita.

La caratteristica più evidente delle depressione nell’adulto è l’umore triste, un atteggiamento tetro, solitario, apatico. La persona depressa può scoppiare in lacrime anche senza nessuna apparente ragione, può anche avere difficoltà a dormire o svegliarsi molto presto al mattino senza più riuscire a prendere sonno. Oppure, al contrario, può dormire più del solito ed avere costantemente una sensazione di stanchezza. Può darsi che perda appetito e cali di peso, oppure, in alcuni casi, potrà invece mangiare molto più del solito e aumentare di peso. E' tipico che la persona depressa si veda in modo estremamente negativo. Può credere di essere senza speranza e senza aiuto e spesso si biasima e si condanna anche per colpe di poco conto.
Chi è depresso è pessimista riguardo a se stesso, al mondo circostante e al suo futuro.
Perde interesse in ciò che succede intorno a lui e non ricava soddisfazione dalle attività che prima trovava piacevoli. Spesso ha difficoltà a prendere decisioni o a mettere in atto le decisioni prese. Alcune persone possono essere depresse anche senza mostrare segni evidenti di depressione, ma lamentandosi invece per malesseri fisici o dandosi all'alcolismo o all’uso di qualche tipo di droga.

In questi ultimi trent’anni alcuni ricercatori, vista l'inefficacia dei vecchi metodi di trattamento di impostazione psicanalitica hanno cercato di studiare procedure terapeutiche che dessero migliori risultati nel trattamento della depressione. Questi ricercatori hanno scoperto che l'individuo sofferente di depressione tende a interpretare in modo inesatto molte situazioni e che il suo modo di pensare influenza il suo umore, in breve, chi è depresso si sente triste perché pensa in modo distorto riguardo a se stesso e alle cose che gli accadono. Il metodo, quindi, per aiutare una persona depressa consiste nel portarlo a correggere i suoi errori nel modo di pensare "qui e adesso" piuttosto che focalizzare l'attenzione sul suo umore depresso e continuare a frugare nel suo lontano passato. I vari studi effettuati hanno dimostrato che malgrado la bassa opinione di sé, i depressi riescono a svolgere compiti complessi altrettanto bene quanto le persone non depresse. Si è inoltre scoperto che se si aiuta chi è affetto da depressione a rendersi conto di poter riuscire con successo in qualche attività, egli diventerà più ottimista. Il suo umore e l'immagine di se di conseguenza miglioreranno.



postato da: Riccarda alle ore 14:12 | link | commenti
categorie: depressione, dal web
domenica, 30 novembre 2008

Letture..

A chi non è capitato di sentirsi stressato o un po’ giù di morale?

Un po’ di tristezza è una compagna inevitabile della nostra vita, soprattutto in certe occasioni in cui ci sentiamo feriti da qualche perdita importante o da qualche sogno che proprio non vuol saperne di realizzarsi. Ecco che ci chiudiamo in noi stessi e quello che prima ci sembrava motivo di gioia interiore ci pare ora inutile e insufficiente. Solitamente quando le ragioni che ci fanno abbassare l'umore sono chiare (ci succede qualche fatto stressante ben identificabile) la caduta del nostro umore dura poco tempo.

A volte invece l'umore di una persona sembra abbassarsi per ragioni piccole oppure non altrettanto ovvie, e può essere difficile comprendere pienamente il motivo. In qualche caso la depressione può peggiorare e dominare completamente la vita di una persona.

Convenzionalmente in medicina si dice che quando qualcuno si sente molto giù di umore per più di due settimane, e si sente così giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, allora possiamo parlare di malattia depressiva. Quand'è così la depressione colpisce l'umore e il pensiero della persona. Questo porta a comportamenti alterati, e crea una quantità di sintomi fisici a livello corporeo.

E’ da subito evidente che il confine tra normalità e patologia è assai sfumato. Si aggiunge a ciò che la depressione (anche nella sua dimensione patologica), sembra risparmiare ben poche persone nell’arco della loro esistenza (“nessuno si senta escluso…”), tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che nel 2010 sarà la seconda causa di disabilità a livello mondiale.

Ecco che allora ci si interroga, al di là della clinica, sul senso di questa patologia: la possiamo veramente considerare una malattia come le altre, oppure dobbiamo ipotizzare che per coglierne il senso profondo dobbiamo allargare la nostra prospettiva ai fenomeni sociali (la complessità, la competizione, l’esclusione sempre più presenti nella nostra società), etico-religiosi (perdita dei valori e della dimensione spirituale) o etologici (meccanismo evolutivo che togliendo da una competizione più diretta e pericolosa “risparmia” e diviene un vantaggio nella selezione della specie). Questi (ed altri) interrogativi non sono così teorici come si potrebbe pensare: chiunque va incontro a depressione o viene a trovarsi a stretto contatto con una persona depressa è bene che prenda tale situazione anche come una occasione di riflessione approfondita sull’esistenza, perché indubbiamente la depressione segnala la necessità di un adattamento nuovo rispetto al nostro modo di vivere precedente.


prosegue:
http://www.venuta.com/CD/dep/depressione.htm

postato da: Riccarda alle ore 13:02 | link | commenti
categorie: depressione, dal web

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