domenica, 28 giugno 2009

Patapam!

riccardaSono caduta!

Sono riuscita ad atterrare sul naso. Un doloooooore! Il setto nasale improvvisamente storto come se irrimediabilmente  non potesse più tornare normale.

Sono rimasta un breve-lungo periodo stordita a terra con la sensazione di questo naso "girato" a sinistra.

Un bozzo sulla fronte, un ginocchio dolente, ed io lì che non sapevo più cosa fare.

Nel frattempo entravano in casa mio figlio e la sua ragazza ed anche loro hanno avuto un momento di vuoto per capire cosa stava succedendo: io non c'ero! Poi sdraiata per terra la mia sagoma. E subito la decisione di portarmi al pronto soccorso. Ma prima un bel sacco di ghiaccio sulla faccia.

Bè poi la solita trafila dei disgraziati di turno al reparto delle emergenze.

Nel frattempo il naso mi si sgonfiava un pò ed anche se mi sentivo che presto avrei avuto una faccia da panda, cominciavo a rendermi conto che probabilemnte il mio piccolo naso era stato fortunato. Se avessi avuto il naso di mia madre, aquilino, sarei stata sicuramente messa peggio!

Adesso è quasi tutto passato: radiografie, antitetanica, notte soporifera e via....

Sono qui con il naso come un pugile pestato di santa ragione ma nessuna frattura. Meglio di quello che avrei detto appena atterrata sul naso.

Mi sento unn pò ubriaca, ma .... tutto è bene quello che finisce "quasi" bene. 

postato da: Riccarda alle ore 13:47 | link | commenti (4)
categorie: uffa, guarire, riccardas club
venerdì, 26 settembre 2008

>:))

Linus-biblioteca_bordo
postato da: Riccarda alle ore 12:18 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, guarire

Non se lo sono veramente o se credo di esserlo... intendo dire: convalescente.

E' vero che ho avuto da poco l'influenza ma la convalescenza che sento di vivere è di una malattia più importante di qualche cosa che mi ha tolto la vita per molto tempo. Per anni.

E adesso spero di essere in guarigione anche se ho paura di desiderarlo e basta. Forse il desiderio è già molto perchè aiuta a recuperare aspetti che non ci sarebbero diversamente. Però ho anche timore di assaporare un'estate breve come quelle che ci illudono nel periodo autunnale.

Ieri ho partecipato ad una riunione di amici IOL e sono stata bene. Adesso pensando a me ed a ieri ho come la sensazione di essere stata una persona che non ricordavo di poter essere.

Piccole cose senza importanza ma che danno la sensazione di un'altra dimensione.

livorno-piazza_mascagni

postato da: Riccarda alle ore 12:14 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, guarire
venerdì, 29 agosto 2008

Una settimana si è snodata e scivolata via senza che io abbia combinato nulla.

Stamani però sono stata dall’oculista per una visita, anzi per un piccolo intervento che però è stato rimandato. Era l’unico impegno che avevo nella settimana e fino a stamani non lo avevo preso in considerazione, rimandando anche l’ansia implicita che c’è in ogni evento di questo tipo. Almeno per me. Non so se sono diventata irresponsabile o se ormai sono votata a tutto e qualsiasi situazione possa accadere mi lascia un po’ indifferente come se stesse accadendo a qualcun altro.

Quindi quello che dovevo fare è stato rimandato per motivi burocratici (tanto per cambiare!) però si è creata una situazione in cui devo fare un ulteriore controllo che è stato prenotato per il 30 dicembre (??????)

E’ proprio vero che il tempo è relativo!

Per le ASL i controlli utili ed indispensabili si fanno al ritmo di 4 mesi per volta.

A settembre devo fare una TAC che era stata prenotata da aprile….

Mah, a parte i tempi di attesa , ora mi sento un po’ meglio perché mi sembra di fare qualcosa per me stessa e mi sento utile.

Non meno di ieri mi recriminavo per l’ inattività totale. Invece di approfittare di questo periodo in cui posso fare tanti lavori come tinteggiare le pareti, finire di scrivere il libro (quasi pronto), fare passeggiate, andare al mare ecc. ecc., stavo a sbattermi fra una sedia ed il letto, fra un libro ed un altro. Svogliata e con l’energia di un baco da seta in letargo!

Ecco: ora sulla spinta di un minimo di positività sento di avere una giornata migliore, un’opinione migliore verso la persona che è intrappolata in me.

ligabue_occhi[1]

postato da: Riccarda alle ore 14:43 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, guarire
lunedì, 11 agosto 2008

http://italiasalute.leonardo.it/news2pag.asp?ID=5587

La depressione non è appannaggio esclusivo dell'età adulta bensì interessa anche bambini e adolescenti anche se i sintomi mentali, emotivi e comportamentali nei bambini spesso sono sottovalutati o addebbitati superficialmente a problemi "della crescita". Un bambino troppo spesso triste può essere ammalato, ma di frequente non si conosce abbastanza a fondo il mondo dei bambini, ed è comune pensare che essi non abbiano stress e problemi tale da indurre una modificazione dell'umore in senso patologico. Al contrario la depressione in un bambino è un fatto serio che, quando venga trascurato può provocare lunghe assenze da scuola se non addirittura il suo abbandono.Ma anche uso e abuso di alcol o droghe e, spesso il suicidio.
Il primo ambiente in cui vanno ricercate le cause di un malessere è la famiglia. Un ragazzo che ha problemi di socializzazione scolastica, di relazione o altro ha di spalle un rapporto in qualche modo non risolto con i genitori.
Ci sembra apparentemente assurdo che un ragazzo si tolga la vita, o tenti di farlo, a causa magari di un brutto voto a scuola, ma si spiega meglio se pensiamo che quel voto è la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di quelli che sono i più comuni sentimenti che affliggono il depresso: sentimenti di colpa, di mancanza di autostima, convinzione di non meritare di essere amato, visione negativa e catastrofica degli eventi, delirio di rovina, percezione di non poter essere né capiti né aiutati e un progressivo ripiegamento su se stessi che crea una barriera insormontabile..............

(prosegue su:)

http://italiasalute.leonardo.it/news2pag.asp?ID=5587

postato da: Riccarda alle ore 10:58 | link | commenti
categorie: depressione, dalla stampa, dal web, guarire
domenica, 03 agosto 2008

SUGGESTIONE E IPNOSI

Che cos'è la suggestione? Che ruolo ha la suggestione nella terapia ipnotica?

Questo articolo cercherà, sinteticamente, di rispondere a questi due interrogativi.

Diversi autori si sono occupati di definire il termine "suggestione". In questo articolo prenderemo, come spunto, due fonti autorevoli: il dizionario di psicologia di Galimberti ed il dizionario su internet (Wikipedia).

U. Galimberti definisce la suggestione come: "accettazione acritica di un'opinione, di un'idea, di un comportamento che nasce o dal soggetto stesso (autosuggestione) o dall’influenza di altri (eterosuggestione)".

Su Wikipedia la suggestione viene definita come: “una forma di comunicazione mediante la quale in un individuo - senza ch'egli avverta imposizione né comando alcuno, in assenza di razionale e libera scelta oltre che di consapevolezza - è indotta una convinzione, un pensiero o una condizione esistenziale senza che egli possa opporvisi né avverta la ragione di farlo neppure su altrui pressione. Tale processo - che può provocare modificazioni consistenti, permanenti oppure transitorie, sia nei processi psichici che nel comportamento - è usato anche nella pratica dell’ipnosi”.

ipnosi

Da queste due definizioni il fulcro della suggestione sembrerebbe essere un' "accettazione acritica", una sorta di "imposizione" o “comando” nascosto, che implica "assenza di libera scelta”. Come scritto su Wikipedia tale processo “è usato anche nella pratica dell’ipnosi”.

Non intendo negare che esista una certa suggestionabilità, variabile da persona a persona. Effettivamente un certo grado di suggestione viene esercitata in qualsiasi relazione, basti pensare all'innamoramento tra due persone, a ciò che a volte si è portati a fare per amore.. Nella maggior parte dei casi nella fase dell'innamoramento vi è una compresenza di autosuggestione come di eterosuggestione.

IPNO

Ma in terapia come stanno le cose?

La suggestione anche qui svolge un ruolo importante. Se la terapia è farmacologica, noto è l'effetto placebo (degno del massimo rispetto in quanto è in grado di far emergere le potenzialità di autoguarigione dell'individuo) che ha un suo peso relativo in qualsiasi guarigione farmacologica. Se la terapia è invece una psicoterapia?

Anche qui la suggestione svolge un ruolo importante: una psicoterapia è essenzialmente una relazione tra due persone che si influenzano a vicenda, quindi, come ogni forma di relazione, non è immune da processi suggestivi. Un giudizio personale è che l'ipnositerapia, tra le diverse forme di psicoterapia, è un metodo che, piuttosto che prendere acriticamente le distanze dalla suggestione (che comunque rimane), ne studia le potenzialità e l'utilizza.

Quanto invece la storia dell’ipnosi insegna è che se l’ipnosi si basasse unicamente sulla suggestione e sulla suggestionabilità, solo un ristretto numero di persone sarebbero ipnotizzabili (quelle altamente suggestionabili).

Questo è il motivo per cui anche una mente estremamente intuitiva e feconda come quella di Sigmund Freud, dopo un iniziale “innamoramento” per l’ipnosi, si decise ad abbandonarla (nel suo caso in favore della tecnica delle libere associazioni), proprio in quanto, basando - lui - l’induzione ipnotica principalmente sul “comando” e sulla suggestionabilità al comando, erano in pochi a raggiungere uno stato di trance (questo perchè i soggetti altamente suggestionabili sono rari).

In questo senso è utile svincolare la suggestione dal "comando" (come fanno gli ipnoterapeuti moderni) e considerare, distinguendole, due categorie di suggestioni: quelle "dirette" e quelle "indirette".

Una suggestione diretta (o comando) fa appello alla mente conscia e riesce a dare origine a un comportamento quando siamo d’accordo con la suggestione e abbiamo al momento la capacità di eseguirla in maniera volontaria. Se qualcuno suggerisce “per favore spegni il computer”, lo spegnerò se ho la capacità fisica di farlo (e se non ci sono virus nel computer..) e se concordo sul fatto che è un buon suggerimento.

Ora, se la mente conscia avesse la possibilità di portare avanti tutti i tipi di suggestioni psicologiche di questo tipo e dare inizio ad un cambiamento attraverso un processo volontario, la psicoterapia sarebbe veramente semplice: basterebbe dire “ora puoi abbandonare i tuoi attacchi di panico” (o qualsiasi altra cosa) e ciò porrebbe fine al problema. Se così fosse, probabilmente, la persona non avrebbe neanche bisogno di rivolgersi ad un terapeuta.

Nella maggior parte dei casi la capacità di raggiungere lo stato desiderato è possibile unicamente con l’aiuto di un processo inconscio (ossia che ha luogo ad un livello involontario). Passiamo così ad esaminare le cosiddette suggestioni indirette (quelle cui probabilmente vorrebbe fare riferimento la definizione di Wikipedia).

Come scrive Erickson “le forme di suggestione indiretta sono approcci per promuovere e facilitare tali ricerche ad un livello inconscio. Una volta scoperto che la coscienza non è in grado di eseguire una suggestione diretta, possiamo allora fare uno sforzo terapeutico per promuovere una ricerca inconscia di una soluzione attraverso la suggestione indiretta”.

Nella concezione ingenua che vede nella suggestione diretta fondamentalmente una questione di controllo, il paziente dovrebbe eseguire passivamente qualsiasi cosa il terapeuta chieda. In realtà l’essenza della suggestione non sta in ciò che il terapeuta dice, ma in ciò che il paziente fa con ciò che è detto.

Con le parole di Erickson “la suggestione indiretta non dice al paziente cosa fare; piuttosto esplora e facilita ciò che il sistema di risposte del paziente può fare a livello autonomo senza compiere realmente uno sforzo cosciente per dirigersi”.

Durante una seduta ipnotica il paziente potrà sviluppare (e quindi implicitamente accettare) alcune suggestioni e non altre, rispondendo in questo modo (in maniera autonoma/inconscia) ai propri bisogni più profondi.

È proprio l’attinenza delle suggestioni ai bisogni individuali che facilita il raggiungimento della trance (e degli obiettivi terapeutici). Cercare di forzare le risposte di una persona può portare soltanto (e giustamente!) al crearsi di una resistenza al cambiamento, al terapeuta ed alla terapia.   

Dr Luca Lavopa 

http://ipnosi.megablog.it/


postato da: Riccarda alle ore 10:34 | link | commenti (2)
categorie: depressione, dal web, guarire
giovedì, 31 luglio 2008

IL BALLO DEL GAMBERO!

Un passo avanti e uno indietro.

Ci sono giornate in cui mi sento meglio e dico fra me e me ( e qui l'ho scritto anche) che sto bene (sto meglio!) e mi sembra anche impossibile che ci siano stati dei momenti in cui fossi "più debole".

Poi senza preavviso ti alzi una mattina e tutto va giù come un castello di carte dopo una lieve scossa.

Fatica, pesantezza, incapacità reale di agire con determinazione. Tutto criptico. La debolezza è così forte che non si capisce più se il problema è fisico o psichico. Io dico che è sempre la maledetta depressione e/o i suoi farmaci per combatterla che mi danno questa sensazione, poi però penso anche che non sono una ragazzina e i tracolli possono essere messi in conto con l'età. (!?)

Però, accipicchia!, ma non si invecchia piano piano? A me succede tutto di un colpo!!

Vabbè sarà il caldo... diamo la colpa a qualcosa di esterno, almeno non ci devo rimuginare troppo.

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postato da: Riccarda alle ore 14:28 | link | commenti (3)
categorie: depressione, guarire
martedì, 29 luglio 2008

HHHH

Ogni mattina, quando esco di casa, mi viene in mente una persona... Chissà perchè ogni volta in quel momento penso a lui. Lo sento, e lo sentivo soprattutto prima, come l'occhio del grande fratello, come se avesse dei poteri speciali e mi potesse seguire a distanza. Ma è tanto che non lo sento, molto di più che non lo vedo. Ed ogni mattina esco e mi chiedo come mai non si ricorda di me. Oppure si ricorda di me?

Vorrei ancora un segnale ma il dolore e la delusione di sentirsi dire, fra le righe, che non sono importante sarebbe troppo forte. Ho già sperimentato troppo e troppe volte la mia insignificanza che desidero solo gratificazioni. E forse da quella parte non ne avrò mai più...

postato da: Riccarda alle ore 12:11 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, amicizia, solitudine, guarire
giovedì, 24 luglio 2008

Frammenti di pensieri, di ricordi, di progetti e di sensazioni. Così in una miscellanea la mia testa zompa qua e là e invece vorrei (dovrei) dormire…

In questi giorni è particolarmente difficile dormire.

Non riesco a scuotermi dai problemi e, soprattutto, non ho la possibilità di risolverli.

Cerco di pensare a cose buone, belle, rilassanti ed invece una giostra di immagini e situazioni disparate mi ronzano dentro la testa.

Qualche idea buona si affaccia pure, ma è notte e devo per forza rimandarla e così l’energia che mi spingerebbe ad agire deve essere annichilita. Le gambe cominciano a smaniare come se avessero vita propria e il collo non trova un posto per adagiarsi. Un burattino attorcigliato nei suoi fili.

In certi momenti della giornata mi sorprendo a pensare che mi sento "bene" ( e me lo ripeto come se fossi incredula: mi sento bene) e questo però è una semplice valutazione relativa al mio "umore" e in particolare in riferimento alla sindrome depressiva, ma tutti gli sforzi compiuti per uscire dal tunnel vengono vanificati da fatti oggettivi che la vita propone e dispone.

Mi sento veramente impotente e non voglio pensare che vivere come un homeless possa essere un’alternativa ironica ma che sia una seriosa proposta che il destino impone.

E neanche pensare che ci sono persone che vivono sulla soglia della miseria, senza occupazione e senza aspettative non placa la mia ribellione implicita. Non è detto che se molti sopravvivono così ciò sia una ipotesi da valutare. No non voglio assolutamente far parte della folla silenziosa dei diseredati arresi.

Piuttosto niente.

Niente del tutto.

Pluf! Finito

Immagine 696

 

 

postato da: Riccarda alle ore 16:02 | link | commenti
categorie: riflessioni, guarire

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